Giovanni Grigolini
Colligite fragmenta, nec pereant…

Giovanni Grigolini nasce a Verona. Compie studi regolari (liceo Scientifico, laurea in Farmacia) e parallelamente coltiva interessi artistici, frequentando gli studi di Annigoni, Pietro Cascella e Walter Lazzaro. Oggi vive e lavora tra Genova e Camogli (GE), dove risiede e dove coltiva un bellissimo giardino.

L’attività artistica di G.G. inizia negli anni Settanta, con una serie di dipinti ad olio ispirati al paesaggio del Friuli e della Sardegna. Contemporaneamente cresce l’interesse per il collezionismo, la scoperta e la raccolta degli oggetti più svariati, grazie anche ai numerosi viaggi compiuti dapprima in Europa, poi in Africa, in India, Nepal, Laddah, Indonesia, Pakistan e più recentemente negli Stati Uniti. Da qui, tutta una serie di sperimentazioni sull’uso delle tecniche artigianali e dei materiali della tradizione, ma anche l’esperienza del nuovo, che lo porta, negli anni , alla realizzazione di manufatti di ogni genere. Alla fine degli anni Novanta, l’urgenza di dare forma concreta alle tante conoscenze acquisite nel guardare e nel fare lo porta a realizzare le prime sculture, assemblando pezzi di oggetti di recupero e materiali naturali. Incomincia così un percorso di interesse per la forma tridimensionale, che lo accompagna fino ai lavori di oggi, sculture a tutto tondo in materiali varii dalla forte volumetria e sculture-pitture da parete, dove il gioco del colore si mescola con quello delle forme e delle ombre, creando effetti di rilievo assolutamente inediti.

Ho sempre avuto un forte interesse per gli insiemi, che si lega alla mia propensione, fin da giovanissimo, per il collezionismo nelle sue più svariate forme. Ognuna delle mie opere rappresenta la realizzazione di un insieme e mi offre la possibilità di disporre le parti che lo compongono in modo da generare sempre nuovi insiemi, nuove posizioni, creazione di spazi, distanze, volumetrie ogni volta diverse, nella continua ricerca di equilibrio, eleganza, armonia complessiva in un totale coinvolgimento emotivo.Giovanni Grigolini

Per Giovanni Grigolini l’arte rappresenta uno spazio libero, da riempire con la costante attenzione alle realizzazioni altrui (dall’amore per gli oggetti di antiquariato alla ricerca, attraverso la frequentazione di mostre, gallerie e studi di artisti contemporanei, di nuove esperienze e nuove espressioni) e la sperimentazione in proprio di linguaggi diversi, di materiali, di tecniche, di giochi per comunicare. Un’urgenza di espressione che nasce da uno sguardo sempre vigile, attento al mondo ed ai suoi cambiamenti, sempre pronto alla ricerca e alla scoperta, capace di ricevere suggestioni, ma senza esserne poi condizionato, in un gioco di rimandi fra tradizione e innovazione che, alla fine, trova il suo giusto equilibrio in una razionalità (la cifra costante di tutta l’opera di G.G.), che non rinuncia mai al lirismo, alla poesia, talvolta allo stupore di una visione curiosa, serena, fiduciosa, che crede nel potere rasserenante dell’arte.

Ed è proprio questa serenità, questa forma pacata e razionale, questa ricerca di un rigore che non diventa mai limite, l’elemento costante di tutta la produzione di G.G., dai primi olii degli anni Settanta alle ultime sculture in metalli diversi, passando attraverso una serie di sperimentazioni di tutti i tipi (tra cui i divertiti tentativi di copia di oggetti di antiquariato e di maquetterie in legno, attente riedizioni in scala ridotta di mobili d’epoca, o le lampade assemblate con pezzi d’epoca trovati qua e là); una produzione che, nel suo complesso, corrisponde perfettamente alla personalità di G.G., costante, meticoloso, mai del tutto appagato, forse un po’ nostalgico, ma sempre curioso e positivo nel raccogliere tutte le suggestioni della quotidianità.

Il Novecento, dalle Avanguardie fino al nuovo millennio, ha visto un rinnovamento dell’arte attraverso il compimento di “gesti” (dal “ready made “ provocatorio di Dada al “dripping” di Pollock ecc.). Ma oggi il mondo e cambiato, certe situazioni non funzionano piu, la gente è nuovamente alla ricerca di “storie”: forse è tornato il momento di ricominciare a raccontare , attraverso la realizzazione di un’opera d’arte, nuove “storie”. Ed è proprio questo che fa Giovanni Grigolini, assemblando pezzi vecchi e nuovi, grezzi e/o vivacemente colorati, in metallo o in legno, nelle sue sculture e pitto-sculture…storie di cose, di momenti, ricordi , proiezioni in avanti, verso il futuro, o agganci ad un passato che sempre insegna qualcosa…. (Giugno 2014)

Profilo Critico

Un peso, una misura. L’attenzione sull’opera di Giovanni Grigolini cade in primo luogo sulla complessa stabilità delle sue opere, dove ogni aggiunta sembra indicare la ricerca di una forma in cui la tridimensionalità unisce prospettive diverse ed i materiali sono funzionali ai significati. Tutte le geometrie compaiono e si integrano sia nelle opere a parete in cui gli oggetti trovano spazio fuori dal supporto, sia nelle composizioni dove ogni elemento si aggiunge e si compensa nel tutto. L’affermazione di un equilibrio possibile si fa così strada nelle opere, là dove esili steli sostengono l’elogio della forma o dove la terza dimensione pare ergersi alla ricerca di nuove prospettive. I materiali variano e si integrano: colori, legno, metalli, oggetti di scarto recuperati a nuova vita. L’idea non è nuova, ma nuovo è il presupposto con cui questi pezzi vengono aggregati. Traspare infatti la conoscenza che un fine e preparato collezionista sa individuare e mettere nella sua arte. Il fascino del passato, del recupero delle radici, e del presente. Artista originale e propositivo, Giovanni Grigolini si inserisce, trovando uno spazio proprio, in quella schiera di personalità autonome che compongono oggi le arti figurative. Stefania Provinciali

Grigolini dichiara: “Penso che l’arte sia uno spazio libero da riempire (…) con le proprie realizzazioni (…)  e la sperimentazione in proprio di materiali e tecniche, sempre diversi, ma anche di giochi per comunicare. Un’urgenza d’espressione che nasce da uno sguardo sempre vigile, attento al mondo e ai suoi cambiamenti, pronto alla scoperta, capace di ricevere suggestioni, senza esserne poi condizionato, da un equilibrio fra tradizione e innovazione completato da quella razionalità (…) che non rinuncia mai al lirismo, alla poesia (…). Le forme apparentemente affidate al caso sono in realtà sempre molto organizzate, governate da un rigore che non diventa mai limite (…). La mia produzione (…) corrisponde perfettamente alla mia personalità: costante, meticoloso, mai del tutto appagato, un po’ nostalgico, ma sempre curioso e positivo nel raccogliere tutte le suggestioni della quotidianità”.

Grigolini rappresenta il materiale nella sua composizione e struttura geometrica. Grigolini è il materiale stesso: il legno. La sua ebanisteria è a dei livelli interpretativi  pittorici decisamente cubisti. Lo sviluppo della dimestichezza sui materiali usati è cosa nota e riflette stati d’animo attraverso il corporeo, ossia ciò che, a differenza del pittorico, si tocca, ciò che è concreto. Gli inserti lignei più minimali si incastonano tra loro come pietre preziose, dando completezza e senso alla ricerca stilistica dell’artista. Egli suggerisce i suoi temi con decisione, colora il suo mondo reale che esiste davvero. La sua passione, con ciò intendo il suo sofferto, è evidente nei difficili incastri, come in entrambe le Scomposizioni, dove convergono “pezzi di vita” che, in quanto tali, restano vivi per sempre. In questo concetto-paradosso è tutta la ricerca dello scultore ligure. Giulia Sillato

Colto e gentile, sotto una pacatezza apparente vibra una curiosità insaziabile. Appassionato di musica, amante del bello e dell’armonia riverbera questi aspetti del carattere nelle sue composizioni, lungamente studiate, fatte di colore e di ferro o di legno, pezzi di scarto che seleziona con attenzione estrema. Così nascono le sculture di ferro e colore dove le forme essenziali della geometria si stratificano sovrapponendosi le une alle altre, seguendo un preciso ordine mentale, conseguenza di un’educazione di stampo austroungarico e di una quotidiana frequentazione con storte ed alambicchi e della convivenza feconda di razionalità e poesia. Tiziana Leopizzi

Mostre Personali

Ferro e Colore Genova, Ottobre-Dicembre 2012

Mostre Collettive

Natale a Napoli
Pinacoteca d’Arte Moderna “Le Porte”, Dicembre 2014

Arte Padova
Padova Fiere – 13-17 Novembre 2014

Linee Artistiche a Confronto
Galleria d’arte Anacapri, Isola di Capri – 20-29 Settembre 2014

VI° Festival internazionale dell’arte di Roma 2014
Roma, Complesso Museale dell’Agostiniana, Piazza del Popolo, luglio 2014

Rassegna di NUOVA ARTE
Villafranca di Verona, Aprile 2014

Artist Fair
La Spezia, Ottobre 2013

Fuori Cornice
Genova, Museo Diocesano – Aprile-Maggio 2012

Misa
Europa dal 2010 ad oggi

Artour-o Must
Museo Temporaneo, Firenze 2010, 2011, 2012